-Sono nato, ed ho sempre fatto ritorno, in alta Toscana, a pochi chilometri dai confini della Liguria, dove il mare si congiunge alla terra nell'imminenza di una delle più interessanti e geologicamente recenti formazioni montuose, le Alpi Apuane. In una proporzione unica, mare, campagna, collina e alta montagna, si trovano nel raggio di pochi chilometri, dando vita ad un singolare e fantastico panorama, e ad un raro connubio di eventi atmosferici e climatici normalmente tipici di zone lontane tra loro. Per questo, qui, nel raggio di pochi chilometri,  si possono osservare una grande quantità di spettacolari eventi naturali. Le aspre alture montuose, non a caso chiamate "Alpi" per la composizione delle rocce e la conformazione strutturale tipicamente alpina. Con vette che toccano i 2.000 metri, crinali verticali, grotte e crepacci profondissimi, ospitano luoghi di rara bellezza ed attraverso fitti boschi e profonde valli, offrono impegnativi sentieri, ascensioni appassionanti e suggestivi percorsi speleologici. Il profilo frastagliato della catena montuosa suggerisce figure fantastiche come "La bella addormentata"; creste montuose che nella loro consecuzione tracciano l'incredibile proporzione di un gigantesco corpo di donna coricato. Per gli antichi romani questo evento, significava la presenza di una divinità minore detta "Genius Loci" che avrebbe protetto gli insediamenti umani di quelle parti. In questi luoghi la gente del posto ha vissuto per secoli, tramandando storie e leggende spaventose e bellissime, animate da Spiriti benevoli e Demoni. Da qui parte il viaggio attraverso il racconto di  fiabe e leggende legate allo Spirito della Terra .

I bimbi del Procinto

 

    ..."Quando le navi di pirati e corsari saraceni flagellavano la costa della Versilia, uccidendo persone, rubando e distruggendo ogni cosa, un pescatore lasiò la sua capanna per portare i suoi bambini al sicuro in una grotta nascosta nei boschi della Alpi Apuane. Dopo aver molto camminato, i bambini chiesero al padre di riposare sotto un albero. Si addormentarono profondamente mentre dal mare, nubi temporalesche avanzavano rapidamente verso i monti, portando violente bufere. Una folgore si scagliò sull'albero sotto il quale il padre aveva trovato riparo con i suoi bambini, e li uccise. Allora lo Spirito della Montagna si commosse per quell'ingiusta morte e volle trasformare i loro corpi in roccia, così da renderli immortali. Il corpo del padre venne trasformato nell'alto torrione del Procinto, mentre i figli diventarono "I Bimbi", i cui profili sono impressi nella roccia.

 

"Le leggende della Alpi Apuane" di Paolo Fantozzi ed. Le Lettere.

Il solco dell'inferno

 

   ..."Fra il monte Folgorito e il monte Carchio, si apre il "Solco dell'inferno": una valle umida e buia, che deve questo nome proprio al diavolo in persona, che impediva alle piante di crescervi e ai fiori di sbocciarvi. C'é chi afferma, che da qualche parte, nascoste fra la vegetazione ci siano le sue impronte stampate nella roccia. Una legganda ci informa che il nome di questo "Solco dell'inferno" o secondo alcuni "Solco del Diavolo", derivi da un fatto accaduto a un pio eremita che viveva nei boschi tanti ani fa. Un giorno all'uomo si presentò il diavolo sotto svariate forme per tentarlo e indurlo a commettere peccato, ma non ci riuscì. Allora  il diavolo gli si presentò sotto forma di una giovane donna di meravigliosa bellezza. L'eremita ne rimase molto turbato, ma per non cedere alla tentazione, si ricordò di una piccola croce miracolosa  che gli era stata donata da un santo prete, e che teneva nsacosta in un angolo della sua capanna. Corse a prenderla, e quando la presentò alla giovane donna, questa prese le orribili sembianze del demonio e fuggì via per i monti, lasciando un solco profondo tra il Carchio e il Folgorito. Il giorno dopo i contadini e i pastori videro con loro grande meraviglia che una folta boscaglia era nata in quel posto dove la luce del sole riusciva solo a stento a penetrare".

 

"Le leggende della Alpi Apuane" di Paolo Fantozzi ed. Le Lettere.

 

La bella addormentata

 

    ..".Sopra il paese di Forno, in località "Gli Alberghi" viveva un giovane pastore che portava ogni giorno d'estate le pecore a pascolare negli alti  prati scoscesi delle Apuane. Un giorno però decise di salire un po' più in alto e mentre era sdraiato all'ombra di un albero osservò il profilo di un monte di fronte che assomigliava in modo impressionante al profilo di una ragazza distesa che guarda verso il cielo. La sera riferì al nonno ciò che aveva osservato e seppe che quella montagna era sotto la magia di una strega, che tanto tempo fa aveva trasformato una giovane pastorella in una montagna. L'incantesimo sarebbe finito soltanto quando qualcuno fosse riuscito a salire fin lassù senza funi e con in mano un mazzo di fiori raccolti nel bosco. Di buon mattino, dopo aver racolto dei fiori selvatici, il pastorello si diresse verso il monte. Iniziò a salire incontrando molte difficoltà: profondi canali, rocce taglienti, precipizi da capogiro. Dopo molte ore raggiunse la vetta; e come ebbe posato i fiori per terra, subito sentì la montagna tremare mentre nuvoloni neri come la notte avvolsero il monte. Poi udì una voce gentile che lo chiamava, e intavide dietro una roccia una fanciulla che gli tendeva le mani. Rotto l'incantesino i due giovani scesero la montagna  e tornarono a casa. IL nonno del pastorello visse ancora  per alcuni anni e quando morì, i due pastorelli, ormai marito e moglie, videro che accanto al monte che evocava un profilo di donna era apparso il volto di un uomo con una lunga barba bianca che assomigliavo amolto al vecchio nonno. Per questo qualcuno ancora chiama quelle montagne "Il Barbone " e "La bella Addormentata", ma il loro vero nome è monte Grondilice".

 

"Le leggende della Alpi Apuane" di Paolo Fantozzi ed. Le Lettere.

LO SPIRITO DELLA TERRA: LEGGENDE E FIABE. 

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