Edilizia Sostenibile: ancora incompresa...



-Questo il dato che emerge da uno studio elaborato dalla Camera di Commercio di Lucca al termine di un progetto europeo denominato "Ree_Trofit" (Traning on Renewable Energy solution and Energy Efficiency in reTROFITting. sito internet di progetto: www.reetrofit.eu) che dal 2013 ha coinvolto Italia, Francia, Grecia, Bulgaria, Ungheria e Danimarca nel tentativo di proporre corsi di formazione paralleli per nuove figure professionali idonee alla installazione di impianti e manufatti affini ai nuovi standard "eco sostenibili" previsti dalla normativa europea, che entreranno in vigore nel 2020. Tre anni di confronti e sperimentazioni pratico - teoriche, hanno delineato un quadro preciso che individua due importanti problemi, definiti <<"facce della stessa medaglia".

A: la marcata tendenza degli installatori a proporre soluzioni conosciute per comodità e mancata conoscienza delle migliori tecnologie sul mercati internazionali in ambito di risparmio energetico.

B: i privati (Committenti ndr) non hanno sufficienti informazioni e confidenza riguardo le nuove tecnologie e le tecniche costruttive che potrebbero essere adatte alle loro esigenze, e quindi raramente si indirizzano verso soluzioni ad alta efficienza che spesso richiedono un investimento iniziale (e sottolineerei iniziale ndr) superiore a quelle tradizionali. L'utenza finale non sempre riconosce l'importanza di affidarsi a professionisti qualificati per la progettazione e la realizzazione di interventi di riqualificazione energetica, così come non ha piena consapevolezza dell'importanza di un corretto "uso" dell'edificio, indispensabile per poter massimizzare prestazioni e comfort.>>. Personalmente aggiungerei che da noi una burocrazia fumosa ed esasperata scoraggia fortemente i nuovi interventi; fonte di di insormontabili difficoltà poi sono anche gli innumerevoli vincoli di tipo ambientalistico, paesagistico e di tutela del partimonio artistico, disposti da Enti diversi in modo non uniforme e molto spesso contraddittori tra loro. In conclusione: contrariamente a quanto tutti dicono, in effetti non c'é una gran propensione a cambiare le vecchie abitudini, specialmente quando questo inizialmente costa di più. Chi finalmente corona il sogno di costruire o comperare una casa, in prospettiva magari di un mutuo trentennale, difficilmente rinuncia ad una stanza in più in edilizia tradizionale, a favore di stanza in meno in una casa "ecosostenibile", anche se questo potrebbe garantire una vita ed uno stato di salute migliore per i propri figli in ottica solo un po' più ampia. Che dire...Speriamo che un giorno prevalga finalmente il buon senso al profitto ad all'immagine.

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