Il destino di Theia


-Comprendere come si sia generato l’universo è un sogno che l’umanità insegue da secoli. Percorrere a ritroso il fenomeno della creazione, analizzando ciò che esiste per carpirne i segreti, è ritenuto da parte degli scienziati di tutto il mondo l’unico metodo possibile e per questo, nonostante i costi altissimi, vengono costruiti telescopi, satelliti, sonde spaziali, osservatori, sempre più complessi e sofisticati.

Avere una spiegazione scientificamente esatta per qualcosa di così immenso, implica necessariamente un immane lavoro di ricerca, minuzioso, maniacale, costellato (questo ci dice bene), come la storia insegna, di moltissimi errori e ripensamenti che naturalmente sono destinati a ripetersi. Ma per chi non ha le doti intellettive e le competenze di astronomi e astrofisici, rimane lo stupore di questo fantastico disegno appena tratteggiato, che dal profondo della Coscienza ogni tanto risuona in noi quando, in un momento di quiete, osserviamo il cielo stellato, o veniamo rapiti dalle meraviglie naturali che con apparente semplicità abbondano ovunque sul nostro meraviglioso pianeta. In quei momenti, qualcuno riesce a vedere un po’ più oltre, a sentire qualcosa di sotteso e quasi magico, che sembra ricordarci ciò che realmente siamo. Ogni frammento di queste sensazioni contiene un collegamento a tutto questo, un messaggio in trasparenza, come fosse posato sul fondo di un azzurro lago cristallino. Il disegno che deve essere necessariamente alla fonte di tutto questo, e che probabilmente risiede e risiederà ancora per molto nel mistero scientifico, annunciandosi già oggi ben oltre la più sfrenata fantasia del più visionario scrittore di fantascienza, conferma con monumentale fermezza ad ogni nuova scoperta, una “volontà” fatta di ferma, apparentemente fredda determinazione, rivolta al compimento senza posa dell’Opera iniziata. Proprio qui vicino a noi, l’astro più noto e familiare ne è esempio: la Luna. Cinquanta milioni di anni dopo la formazione della Terra, il nostro pianeta aveva una sorella gemella, battezzata successivamente Theia (Madre della divinità greca Selene). I due pianeti hanno convissuto vicini nelle loro rispettive orbite per milioni di anni, ma evidentemente “il disegno” non prevedeva questa conformazione perché la Terra divenisse ciò che oggi è. Lentamente, ma inesorabilmente, Theia si avvicinò alla Proto-Terra e finì per collidere drammaticamente con essa, distruggendosi e staccando nell’impatto una grossa parte della crosta terrestre. I frammenti di Theia e la parte di crosta terrestre strappata via, formarono un anello di detriti nel campo gravitazionale della Terra, compattandosi poi lentamente in una piccola sfera che oggi chiamiamo Luna (Selene, la figlia di Theia). Il dodici ottobre, in un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista “Science”, un gruppo di scienziati e studiosi svizzeri ed americani, con a capo il professor U. Wiechert del Politecnico di Zurigo, dopo lo studio di campioni lunari raccolti dalle missioni Apollo 11-12-15-16 e 17, mediante l’utilizzo della tecnica di ultima generazione detta “Fluorinazione laser”, hanno confermato che i due corpi celesti sono assolutamente identici. La luna quindi è figlia di un immane sacrificio che la creazione non ha esitato a mettere in atto per il compimento dell’Opera: un pianeta del tutto simile al nostro, dove probabilmente potevano esistere le stesse meraviglie che oggi possiamo godere qui, compreso la vita stessa per come la conosciamo, si è disintegrato come un fuoco d’artificio nel gelo siderale per permettere di generare in un nuovo e più corretto equilibrio, ciò che oggi è la nostra casa, la Terra.

Forse quello strano fascino che ha la Luna mentre la osserviamo, quel messaggio profondo e non ancora comprensibile, parla proprio di questo, di come il sacrificio di Theia rappresenti la necessaria ferma determinazione e amorevole dedizione in ogni cosa che intraprendiamo in questa vita, così preziosa e unica che ci è concessa qui, e soprattutto la partecipazione ad un grandioso progetto universale che deve farci sentire meravigliosamente unici, darci una incrollabile fiducia nel perseguire il Bene Comune fino in fondo, per il vero progresso del nostro bellissimo, ineguagliabile mondo.

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