Il richiamo dell'Abisso
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“Chi combatte il male rischia di assorbirne la forma. Se osservi l’abisso, esso può restituirti lo sguardo”. Parole che contengono l’essenza terrificante dell’oblio assoluto. Più o meno così le pronuncia Nietzsche, spiegando “il rischio della metamorfosi”. Concetto assoluto largamente ripreso in modi simili pur con termini diversi da molti famosi pensatori come Jung, Dostoevskij, Gurdjieff, e facilmente riscontrabili in esoterismo e nella mitologia. Ecco l’ammonimento per coloro che, nel virtuoso tentativo di penetrare nell’abisso del sé, finiscono per trovarlo davvero senza esserne pronti e preparati. Il risultato infine può essere la pazzia e la perdizione. Ma mentre questa scelta per alcuni è tale, oggi questo mostro oscuro è emerso dalle profondità eterne a cui era destinato come il Balrog di Tolkijen, sepolto nelle ime miniere dei nani, risvegliato oggi tra l'altro, dalla superficialità di sprovveduti mercanti di miracoli. Nell’antico I Ching, il Libro dei Mutamenti, esiste un segno specifico chiamato “l’Abissale, l’Acqua”, è archetipo della profonda e invisibile incognita, un grave pericolo occulto per cui stare sempre in guardia. Ma chi pensa di essere lontano da trattati esoterici o pratiche stregonesche e quindi essere al sicuro da questo spaventoso mostro, si sbaglia. Purtroppo, oggi l’ipnosi istintiva a cui il fascino dell’abisso rischia di trascinare gli imprudenti e gli sciocchi, non è così rara da incontrare, allargata anche a chi, di sperimentare la ricerca di sé stesso come Nietzsche, non ha nessuna intenzione. Chi muove le vicende della società odierna, conosce molto bene questo “meccanismo” della personalità umana così ben descritto da Gurdjieff. Ogni volta che si diffonde la paura, la divisione, l’insicurezza, la sfiducia nelle possibilità di ciascuno, si spingono in massa le persone verso quell’abisso, si costringono esseri psicologicamente indifesi a guardare uno spaventoso invincibile “nulla”, con il risultato finale di “assorbirne la forma”. L’effetto è tremendo: una vertigine magnetica che finisce per risucchiare chi cede alla piacevole droga dello smart system, ed alla “guida autonoma” senza pensieri; questa martellante narrazione comune, che esonera da ogni responsabilità imponendo "per legge" un pensiero unico prefabbricato, inverte e sostituisce valori e riferimenti millenari, precipitando così irrimediabilmente degli inermi manichini di carne nella perversa spirale diabolica dell’odioso “tutti contro tutti”, credendo invece, di essere salvati. Matteo 7:15, dice Gesù: “Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci”. L’ammonimento dei grandi pensatori quindi è chiaro: La ricerca della propria profondità è una buona cosa, ma percorrere certe vie, anche volendolo fare, può essere molto pericoloso. Se poi non se ne è nemmeno consapevoli perché ipnotizzati da una ben orchestrata “induzione mentale” di livello mondiale, allora il “rischio della metamorfosi” non è più un rischio, ma diviene con premeditazione diabolica, un pandemico strumento letale.
A.A.P.




































Grazie, ottimo spunto di riflessione