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Le anime ignoranti

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Voglio credere di poter ritrovare i miei cari in una prossima vita” – “Disse al vecchio saggio il suo giovane amico - Certo, questo sarà.”, egli rispose. Serve veramente aggiungere altro? Al di là della fede, non ci sono prove che confermino questa affermazione; quindi, non è nella razionalità che può esistere una qualsiasi spiegazione.

Ma proviamoci lo stesso. Diamo per scontato il fatto che l’anima sopravvive al corpo e alla mente, e che in una nuova incarnazione quell’anima prosegua il suo viaggio evolutivo. Ciò che sappiamo per certo, è che nessun essere potrà essere identico ad un altro nel creato fisico e questo dovrebbe valere anche in tutti i mondi e su tutti i piani, incarnati o no. Allora se un’anima per qualsiasi ragione si reincarna sulla Terra, avrà sembianze fisiche ovviamente diverse e una mente vergine, che non può avere altra memoria se non quella della nuova vita che sta iniziando. Quindi non c’è proprio modo di riconoscere con sicurezza qualcuno già incontrato in una presunta vita precedente, perché “quello” non esisterà mai più.

Ma mi domando: l’anima deve avere una specie di memoria, sennò a che servirebbe una serie di tot vite incarnate per proseguire la sua evoluzione? Se sì, dovrebbe possedere anche una specie di “mente” che funziona in un altro “modo”, visto che è immateriale, e quel modo non è ovviamente comprensibile per una mente umana.

Quindi: l’anima funziona necessariamente in modo totalmente diverso da una persona incarnata, che nel tentativo di immaginarla qui, o in un futuro post mortem, magari in un sogno, la può “costruire” solo con quello che conosce. Una versione che in realtà esiste ormai solo nella mente di "quella" persona.

Si dice che le anime sappiano dove e come incarnarsi per la loro missione, che abbiano accordi per operare assieme una volta nel mondo incarnato, e questo deve essere certamente così per poter consentire il complesso proseguo dell’istruzione di un’anima. Ma l’anima ignora totalmente chi sia, o come sia fatto il suo “veicolo umano” per come lo vedrebbe una persona incarnata. Niente di personale, ovviamente. Ha solo altri parametri per distinguere chi e cosa le serve su quel piano. Quindi cercherà "freddamente" il migliore mezzo psicofisico per garantirle le informazioni che le servono: sesso, paese, estrazione sociale, indole genetica, possibile sviluppo caratteriale, costituzione fisica, malattie genetiche e no, eccetera. L’importante dovrebbe essere per lei, solo quale tipo di esperienza che le serve, il suo nuovo “mezzo biologico” può aiutala concretamente a fare. E si procurerà il migliore. Per concludere: è giusto dire che le anime possono, se serve, ritrovarsi assieme per proseguire nel loro cammino? Si, si potrebbe definire giusto perché per imparare servirà comunque interazione anche in quel mondo, e quindi possiamo asserire che il saggio ha risposto correttamente. Finché si è in vita, l’unico modo per immaginare il diverso arco temporale che distingue la vita di una persona incarnata da quello di un’anima, è di proiettarla nel divenire con le informazioni di cui la mente dispone adesso, e quindi oggi costui “crederà” di poter ritrovare i suoi cari per come li ricorda qui. Non è un errore perché, quando saremo tornati nel mondo delle anime, probabilmente ci incontreremo ancora in un legame ben diverso, sapremo molto altro e avremo quella diversa coscienza, ma l’attuale immagine di noi, a quel punto la ignoreremo di nuovo, senza nessun attaccamento o rimpianto tipicamente umano. Quel particolare ora così importante, allora sarà sarà irrilevante. Il saggio sa bene che l’amico non si ricorderà nemmeno l'immagine di se stesso. Dimenticavo. Se tutto questo fosse vero, dovremmo pure considerare di poter ritrovare anche i nemici, non solo i cari, in una eventuale prossima vita, perché questo dipenderà da quante informazioni avremo concesso di ottenere alla nostra anima fino ad adesso, affinché non abbia bisogno di continuare a farne esperienza.

A posto. Abbiamo giocato un po’. Dalla Terra è tutto. Semmai saremo anime, comprenderemo solo un altro tra i molti misteri sul funzionamento dell’evoluzione universale.

A.A.P.

 
 
 

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