L'Oro dalle stelle
- 6 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min

Si dice che l’essere umano sia “polvere di stelle”. Carl Sagan è il nome associato più familiarmente a questa frase. In Cosmos, libro straordinario pubblicato nel 1980, egli afferma che “apparteniamo all’universo in un modo profondo, perché siamo fatti della stessa materia delle stelle”. Lawrence M. Krauss, nel libro L’Universo dal nulla (a Universe from nothing, 2012), spiega che ogni atomo del nostro corpo proviene da stelle esplose, rendendoci “letteralmente figli delle stelle”. L’idea, ripresa un po' ovunque da narratori e cantanti, per quanto affascinante non è solo poetica, ma scientifica: gli elementi che compongono il corpo umano, come carbonio, ossigeno, calcio, ferro, si formano nelle stelle attraverso la fusione nucleare e vengono dispersi nello spazio durante l’esplosione delle supernove. Ma, a ben guardare, per un osservatore acuto c’è un indizio ancora più significativo a cui porre attenzione: quasi tutti portano con sé monili d’oro; ma non tutti sanno che quel prezioso materiale è molto più antico del nostro pianeta. Nelle profondità della Terra, si trasformano e si conservano accuratamente infinità di materiali, ma alcuni non si sono formati qui. L’oro, come il platino o l’uranio, ad esempio, si generano nello spazio profondo per effetto dell’assorbimento da parte di atomi di materia, di enormi quantità di neutroni in pochi istanti a seguito di violenti eventi astrofisici, come appunto l’esplosione di una supernova o la collisione di stelle di neutroni. Quando la Proto - Terra era ancora una densa nube di materia primordiale, probabilmente conteneva già al suo interno questi materiali, oppure potrebbero essere profondamente penetrati nella massa terrestre ancora duttile poco dopo, durante miliardi di collisioni con asteroidi molto più antichi di lei. Qualcosa che poi sarà riconosciuto dall'uomo come molto prezioso è stato così profuso e sommerso all’interno del nostro pianeta da forze indescrivibilmente potenti. Dato per scontato che tutto nel processo creativo risponde alle stesse leggi, ed al legame simbiotico tra simboli ed evoluzione umana, allora anche nell’uomo deve trovarsi un contenuto altrettanto prezioso non appartenente alla necessaria biologia, fuso assieme ad ogni cosa dall’inizio dei tempi come espressione di un’energia esterna potentissima, impresso nelle profondità della struttura principale della nascente creatura umana, seppur non evidente o rilevabile. La Terra è “solo” un corpo celeste, l’uomo è la rappresentazione più alta dell’evoluzione a cui questo pianeta è destinato (anche se così a occhio non si direbbe) e allora deve esistere una preziosa “essenza”, come l’oro simbolico degli alchimisti, sepolta nelle profondità degli esseri umani che rappresenta per analogia simbolica il tesoro nascosto, forse il preziosissimo e introvabile “Sé”, fusione imperfetta e meravigliosa tra processo della creazione e progresso evolutivo umano. L’aureo flusso vitale generato dall’immane espansione del Pensiero Divino senza nome, infinitamente più potente di una supernova e la materia fisica, fatta di carne ed ossa, che, come la madre Terra costudisce questo dono gelosamente, in attesa di essere trovato dai “minatori” più ostinati.
A.A.P.




































Punto di vista affascinante e su cui vale davvero la pena di riflettere profondamente!