L'inganno dei sensi



-Vista, udito, tatto, olfatto, gusto. Questi sono i cinque sensi, ossia tutto quello che ci serve per metterci fisicamente in contatto con il mondo che ci circonda, e non solo; le percezioni ricevute dagli organi preposti infatti, si traducono in informazioni che da "esterne diventano interne" nel momento in cui vengono associate in una frazione di secondo dalla nostra mente a situazioni e sensazioni già sperimentate, in grado di effondere, ricostruendo attraverso sofisticati processi chimici sensazioni più o meno gradevoli, talvolta molto forti. Una quantità enorme di sensazioni archiviate in noi si manifestano istantaneamente senza che possiamo fare nulla per impedirlo; così, ad esempio il profumo d'erba tagliata ci ricondurrà a meravigliosi giorni trascorsi a giocare nei campi da bambini, oppure l'odore dell'asfalto bagnato ci precipiterà nell'inferno di quell' ingorgo stradale dopo una terribile giornata di pioggia. Una canzone riproporrà vivida la sensazione di felicità proprio come quando ballavamo guancia a guancia con il primo amore, oppure quella melodia così dolce che accompagnò il malinconico saluto a qualcuno che non avresti più rivisto, ci stringerà di nuovo il cuore fino alle lacrime; e così via per ognuno dei cinque sensi. Sembrerebbe abbastanza no? Ed invece questo non è che l'inizio. Incredibilmente, i cinque sensi, così importanti per la nostra esistenza, sono anche un limite perché ci inducono a credere che tutto quello che possiamo percepire finisca lì. Pensandoci meglio, questi sensi possono metterci in contatto solo con ciò che già conosciamo, con il nostro vissuto, niente che non abbiamo già incasellato con dovizia di particolari nei cassetti della memoria. Ma è possibile percepire qualcosa che non conosciamo ancora? Esiste veramente un "sesto senso" ovvero La possibilità di comprendere qualcosa che non appartiene ancora al mondo fisico, ricevibile in modo sconosciuto ma concreto? Certo. Si chiama percezione istintiva. Senza entrare nel merito del funzionamento di questa sfera percettiva di cui si dibatte da decenni, basti pensare alla capacità degli animali di sentire l' imminenza dei fenomeni naturali come temporali, eruzioni vulcaniche, terremoti; oppure la capacità di percepire la paura o riconoscere a distanza un cucciolo da un esemplare adulto risparmiandolo o proteggendolo anche quando si tratta di specie diverse perfino tra prede e predatori, in una sorta di "codice del rispetto". Se riuscissimo ad abbandonarci a queste percezioni restando in ascolto con fiducia, escludendo per un attimo la fisica invadente razionalità degli indispensabili cinque sensi che tanto ci conforta, potremmo sicuramente riconoscerle anche in noi in qualità di esseri più evoluti del creato conosciuto. Occorre solo avere coraggio, fiducia in noi, serve di impegnarci veramente a ricordare chi siamo, e riappropriarci finalmente di quello che ci è sempre appartenuto: il fantastico mondo del sesto senso.

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